La fattoria degli animali

«Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono più uguali degli altri. Stanchi dei soprusi, gli animali di una fattoria decidono di ribellarsi agli umani e, cacciato il proprietario, danno vita a un nuovo ordine fondato sull’uguaglianza. Ben presto, però, emerge tra loro una nuova classe di burocrati, i maiali, che con astuzia, cupidigia e prepotenza si impongono sugli altri animali. L’acuta satira orwelliana contro il totalitarismo è unita in questo apologo a una felicità inventiva e a un’energia stilistica che pongono “La fattoria degli animali” tra le opere più celebri della narrativa del Novecento».

“Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere tra i due.”

Allegoria

Fonte: La fattoria degli animali

La fattoria degli animali (Animal Farm) è una novella allegorica di George Orwell pubblicata per la prima volta il 17 agosto 1945.

Secondo Orwell, il libro riflette sugli eventi che portarono alla Rivoluzione russa e successivamente all’era staliniana dell’Unione sovietica. L’autore, un socialista democratico, fu critico nei confronti di Stalin e ostile allo stalinismo, atteggiamento che fu criticamente modellato sulla base delle sue esperienze durante la Guerra civile spagnola.

Orwell comprese, contrariamente a quanto molti intellettuali dell’epoca professavano, che l’Unione sovietica era divenuta una dittatura brutale, edificata sul culto della personalità e retta da un regno del terrore.

In una lettera a Yvonne Davet, l’autore descrisse La fattoria degli animali come una narrazione satirica contro Stalin («un conte satirique contre Staline»); inoltre, nel suo saggio Perché scrivo (1946), scrisse che La fattoria degli animali fu il primo libro in cui lui tentò, con piena consapevolezza di quanto stava facendo, «di fondere scopo politico e scopo artistico in un tutt’uno».

Comandamenti

I comandamenti originali sono:

  1. Tutto ciò che va su due gambe è nemico
  2. Tutto ciò che va su quattro gambe o ha ali è amico
  3. Nessun animale vestirà abiti
  4. Nessun animale dormirà in un letto
  5. Nessun animale berrà alcolici
  6. Nessun animale ucciderà un altro animale
  7. Tutti gli animali sono uguali

Infine, i comandamenti saranno sostituiti con le massime:

  1. Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri
  2. Quattro gambe buono, due gambe meglio

Questa è una svolta ironica dei sette comandamenti che avrebbero dovuto mantenere l’ordine nella fattoria governata dagli animali unendo questi ultimi contro gli umani e impedendo agli stessi di seguire le cattive abitudini degli uomini. Attraverso la revisione dei comandamenti, Orwell mostra quanto semplicemente il dogma politico possa essere trasformato in propaganda malleabile.

“La nostra vita è misera, faticosa e breve. Si nasce e ci vien dato quel cibo appena sufficiente per tenerci in piedi, e quelli di noi che ne sono capaci sono forzati a lavorare fino all’estremo delle loro forze; e, nello stesso istante in cui ciò che si può trarre da noi ha un termine, siamo scannati con orrenda crudeltà. Non vi è animale in Inghilterra che, dopo il primo anno di vita, sappia che cosa siano la felicità e il riposo. Non vi è animale in Inghilterra che sia libero. La vita di un animale è miseria e schiavitù: questa è la cruda verità.”


Scopri di più da A Rebel Type

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento

Scopri di più da A Rebel Type

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere